14 Luglio 2026
Disegni personalizzati al tempo delle AI
Argomento che scotta, come queste giornate in cui è sempre più difficile lavorare al pc, specialmente se non hai un condizionatore!
I disegni personalizzati su commissione stanno scomparendo? L’AI sta definitivamente sostituendo le maestranze artistiche?
È già da qualche anno che si è aperto questo dibattito e la comunità artistica digitale si è spaccata in due. Da un lato coloro che aborrono completamente l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale, dall’altro artisti che si definiscono tali nonostante utilizzino esclusivamente tool di creazione d’immagine automatica.
Ebbene: io dove mi colloco?
Ho sempre preferito vedere le cose per quello che sono: Photoshop è un mezzo che mi permette di semplificarmi la vita disegnando, InDesign è un mezzo che mi permette di non dover ricorrere a squadra e righelli, perché l’AI non dovrebbe essere lo stesso? Un mezzo.
Utilizzo etico dell’Intelligenza Artificiale
Da artista, anche per orgoglio personale, preferisco che tutto ciò che creo, “sappia” di me. Un prompt di comando, per quanto specifico e articolato, non riuscirà mai completamente a descrivere il mio intento o il mio stile, ma può aiutarmi ad ottenerlo. Spiego!
Tutto quello che viene generato dall’AI deve NECESSARIAMENTE e IMPRESCINDIBILMENTE essere sottoposto ad una revisione umana. Facciamo un esempio (neanche non troppo lontano dalla realtà): io sono una pippa negli ambienti, nelle prospettive, e nel collocare i personaggi negli ambienti; l’ho studiata a scuola, per carità, ma evidentemente è un mio bias cognitivo, come la matematica. Laddove ho difficoltà a trovare delle reference soddisfacenti online, adopero l’elaborazione automatica per creare quello che ho in mente e che, puntualmente, non è perfetto. Lì subentro io, ricalcando il risultato automatico e modificandolo per come me l’ero immaginato. Aggiungendo, togliendo, cambiando, distorcendo gli elementi, ma mai mantenendolo com’era in originale.

Immagine realizzata con ChatGPT

Immagine rielaborata a mano
Sui soggetti antropomorfi invece, l’AI la uso giusto ogni tanto per qualche reference sui vestiti d’epoca e sulle pose, se non riesco a trovarle altrove (ad es. su DeviantArt o su Posemaniacs, o su programmi di elaborazione 3d come JustSketchMe).
Risvolti sugli artisti
Non pensiate che non mi abbiano fatto incazzare le locandine dei festival del fumetto generate con l’AI. “Fortunatamente” viviamo ancora in un’epoca dove, per chi ha un occhio allenato, è facile vedere le magagne dell’AI (nel 2D in particolare), però approfittarsene in maniera così evidente, anche no. Io cerco sempre di vederla da entrambi i punti di vista, per cui non mi stupirebbe se mi si venisse a dire “eh ma così si abbattono i costi”, ci mancherebbe, ma in specifiche circostanze la mancanza di rispetto è doppia: in primis ad artisti affermati ed esordienti, che si cimenterebbero volentieri nella creazione di qualcosa di originale, e in secondo luogo, se proprio devi ricorrere a questi mezzucci, non su qualcosa di così plateale che anche un occhio meno esperto sgama subito e ci fai una pessima figura.
È innegabile che lo strumento AI abbia danneggiato il mondo dell’arte e degli artisti in generale. Si vedono milioni di contenuti grafici, fumetti e illustrazioni generati ogni giorno, ma questo non li rende di certo belli o originali.
Il problema più grande ritengo che non sia stato aprire questo strumento anche a chi, di base, non è un artista, bensì il comportamento di questi ultimi.

Scena tratta da “Chiedimi se sono felice” (2000)
Spacciare un prompt per arte, non fa di voi degli artisti. Spacciare una grafica seriale per originale, non fa di voi degli artisti. Spendere 2 minuti del vostro tempo per realizzare un fumetto, non fa di voi degli artisti. Perché, se così fosse, tutti quelli che hanno passato gli anni a farsi il culo per imparare… sarebbero solo una grossa manica di stronzi?
Adesso mi calmo.
AI e lavoro
In più di un’occasione, sia in ufficio che per le mie commissioni private, i clienti (o potenziali tali) mi hanno fornito delle anteprime generate con l’AI di ciò che volevano. Di primo impatto mi sono sentita completamente superflua, la mia professionalità gettata alle ortiche, le mie competenze nel cestino dell’umido. Poi però ci ho riflettuto e sono emerse alcune considerazioni:
- Mi risparmia abbastanza sui tempi di produzione e sul mio impegno mentale: “Se vuoi questo, ti faccio questo. Non mi importa più neanche che sia una merda. Sei convinto che questo è ciò che vuoi? Così ti piace? Fatti tuoi!”
- Negli ultimi anni si è incredibilmente ridotta la capacità dialogativa delle persone, in particolar modo il lessico necessario atto a descrivere qualsiasi cosa in maniera dettagliata
- I livelli di analfabetismo digitale sono vertiginosamente alti
Diciamo che se 10 anni fa la figura dell’artista era “Ma tanto ci metti 5 minuti”, ora è diventato “Lascia stare, faccio io con l’AI che ci mette meno e viene anche meglio”. Son cose che fan girare i coglioni, MA QUESTO (e mi rivolgo agli artisti) vi permette una cosa: una scrematura, in modo che possiate dedicarvi a progetti più importanti e, si spera, più redditizi.
Adesso mi ricalmo.
Perché sono importanti i disegni personalizzati
In questa era dove tutto corre, fateci caso a quanti post vengono pubblicati, a quante foto scattate, a quanta FUFFA condivisa. I disegni personalizzati, realizzati dagli artisti, sono un’istantanea della realtà, passata attraverso il filtro della sensibilità artistica. Non è una cosa da poco. Richiede tempo, impegno, sforzo mentale.
Se volete fare un regalo originale, che sia VERO e sentito, che abbia un’anima dentro, non ricorrete all’Intelligenza Artificiale, chiedete agli artisti, commissionate loro un lavoro. Avete solo l’imbarazzo della scelta! E guai a voi se chiedete a internet di scegliere per voi!
E PAGATELI! Perché anche noi, come voi, non campiamo di sogni e aria fritta.
Direi che questo è tutto. Ora vado a farmi consolare da ChatGPT che se la cava con l’assertivitàXD
Cri